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Il tuo progetto è finanziabile?

Rispondi a dieci domande e ottieni gli stessi quattro indici che una banca o un istruttore di bando guarda per primi: copertura del fabbisogno, punto di pareggio, margine di contribuzione e DSCR.

Li calcola lo stesso motore che produce i piani che vendiamo. Non è una simulazione semplificata: è il calcolo vero, su meno dati.

Calcolatore di finanziabilità10 dati · 3 minuti
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In sintesi

  1. Sotto il 100% di copertura del fabbisogno il piano non parte: manca il denaro.
  2. Un pareggio oltre il terzo anno non è un difetto, ma va spiegato nel piano.
  3. Il margine di contribuzione non è il ricarico: è ciò che paga i costi fissi.
  4. Con un DSCR sotto 1,2 arrivano richieste di garanzie; sotto 1 la pratica di norma non passa.

I quattro indici, spiegati

Copertura del fabbisogno

È il rapporto fra quello che hai a disposizione — capitale proprio, contributo, finanziamento — e quello che ti serve: investimenti più il capitale circolante dei primi mesi. Sotto il 100% il piano non parte, e non c’è argomentazione che tenga: manca il denaro.

L’errore più comune è calcolare il fabbisogno sui soli investimenti. Fra il primo euro speso e il primo euro incassato passano mesi, e quei mesi vanno finanziati.

Punto di pareggio e anno di pareggio

Il punto di pareggio è il livello di ricavi che azzera il risultato operativo, a struttura di costi data. L’anno di pareggio è quando il risultato cumulato torna positivo, cioè quando l’impresa ha recuperato le perdite dell’avviamento.

Un pareggio oltre il terzo anno non è di per sé un difetto — dipende dal settore e dall’investimento — ma va spiegato nel piano, perché è la prima cosa su cui arriva la domanda.

Margine di contribuzione

Quanto resta di ogni euro di ricavo dopo i costi che variano con i volumi: materie prime, merci, provvigioni. È il margine con cui paghi i costi fissi, e quindi determina quanto devi vendere per stare in piedi.

Attenzione a non confonderlo con il ricarico. Se compri a 100 e vendi a 150, il ricarico è del 50% ma il margine di contribuzione è del 33%.

DSCR — come si calcola e cosa significa

Il Debt Service Coverage Ratio è il rapporto fra il flusso di cassa disponibile in un esercizio e il servizio del debito dello stesso esercizio, cioè quota capitale più interessi:

DSCR = flusso di cassa operativo ÷ (quota capitale + interessi)

Sopra 1 l’impresa genera abbastanza per pagare le rate. Sotto 1 non ce la fa, e la differenza deve venire da qualche altra parte. In pratica gli istituti chiedono un margine di sicurezza: sotto 1,2 arrivano richieste di garanzie, sotto 1 la pratica di norma non passa.

Un DSCR negativo o molto basso nel primo esercizio è normale in un avviamento: il flusso operativo non c’è ancora. Quello che conta è che risalga, e che nel frattempo la cassa regga — che è un controllo diverso e altrettanto decisivo.

Domande frequenti

Prima di cominciare

Serve registrarsi?

No. Il calcolo avviene sul momento, non salviamo i valori che inserisci e non ti chiediamo l’email. Se poi vuoi il documento completo, il percorso parte da lì.

Quanto è attendibile con soli dieci dati?

I calcoli sono gli stessi del prodotto a pagamento — stesso motore, stessi controlli — ma le risposte che non ti chiediamo le assumiamo noi, e sono elencate sotto il risultato. Serve a capire se il progetto sta in piedi, non a essere presentato a una banca.

Il risultato vale come business plan?

No, e non prova a sembrarlo. Un piano da presentare richiede il dettaglio delle voci, le fonti dei prezzi, i prospetti completi e una revisione umana.

Posso usarlo per i miei clienti?

Sì. Se sei un commercialista, un consulente di finanza agevolata o un mediatore creditizio, usalo pure come strumento di prima valutazione — è nato anche per questo. Scrivici a info@kresum.com.